Assegno di inclusione, potranno riceverlo anche loro: in pochi lo sanno

Novità riguardanti l’assegno di inclusione. Infatti in pochi sanno che potranno riceverlo anche loro: non tutti sono a conoscenza della norma.

Tutti gli italiani commettono l’errore di pensare che a poter presentare la domanda per l’Assegno di Inclusione possano essere solamente alcune famiglie. Nel dettaglio stiamo parlando di coloro che all’interno hanno un elemento minore,
un invalido (con percentuale pari o superiore al 74%) o un componente con almeno 60 anni. Infatti qeusto è proprio ciò che successe in prima istanza, con il Governo che aveva imposto dei limiti per accedere al beneficio pubblico. Adesso però sembra proprio che la norma sia cambiata.

Assegno Inclusione potranno riceverlo anche loro
Anche loro potranno avere accesso al Reddito di Cittadinanza – Credits: Ansa Foto – MessinaOnline.it

Il Governo ha quindi deciso di aprire ad una nuova platea di beneficiari presenti nel decreto n. 48 del 2023. Stiamo parlando di tutti quegli utenti che si trovano in una condizione di svantaggio. Per questo motivo loro possono accedere ai programmi di cura e assistenza dei servizi socio sanitari territoriali certificati dalla Pa. Basta solamente una di queste persone nel nucelo familiare ed è possibile quindi accedere al contributo. Adesso però è possibile scoprire i requisiti per presentare domanda per il tanto agognato sussidio del Governo.

Assegno di Inclusione, il Governo apre ad una nuova platea: dovranno presentare la condizione di svantaggio

Il riconoscimento dell’Assegno di inclusione dipende dalla condizione di svantaggio definita nel decreto ministeriale n. 154 del 13 dicembre scorso. Questo documento specifica chi ha diritto all’assegno, sempre nel rispetto dei requisiti economici e patrimoniali richiesti.

Assegno Inclusione potranno riceverlo anche loro
Tutti i requisiti per accedere all’assegno di inclusione – MessinaOnline.it

Le categorie di persone considerate in stato di svantaggio comprendono:

  • Coloro affetti da disturbi mentali, inclusi gli ex degenti di ospedali psichiatrici.
  • Individui con una disabilità certificata fisica, psichica o sensoriale, pari o superiore al 46%, che richiedono assistenza domiciliare integrata o semiresidenziale, oltre al supporto familiare.
  • Persone coinvolte in dipendenze patologiche, come alcol o gioco d’azzardo, o in abusi di sostanze.
  • Vittime di tratta o violenza di genere.
  • Ex detenuti nel primo anno successivo alla fine della pena, o soggetti ammessi a misure alternative alla detenzione.
  • Individui con fragilità sociali, ospitati in strutture di accoglienza o programmi di emergenza alloggiativa.
  • Persone senza dimora in condizioni di povertà estrema.
  • Neomaggiorenni, tra i 18 e i 21 anni, fuori dalla famiglia di origine su decisione dell’Autorità Giudiziaria.

Ogni condizione di svantaggio richiede il coinvolgimento in un programma di accompagnamento verso l’autonomia o di assistenza individuale, nell’ambito della presa in carico sociale o sociosanitaria. Per presentare la domanda di Assegno di inclusione, è necessario possedere una certificazione rilasciata dalle relative Pubbliche Amministrazioni. All’interno dell’autocertificazione devono essere presenti i dettagli dell’dell’amministrazione emittente, il numero identificativo (se disponibile), la data di rilascio e l’inserimento in un progetto personalizzato o di cura, con indicazione della decorrenza.

È importante fornire tutte queste informazioni correttamente, poiché le domande incomplete verranno respinte. Durante la fase istruttoria, l’INPS verifica la veridicità delle dichiarazioni utilizzando l’applicativo Nsis, che richiede una conferma dai servizi socio-sanitari interessati entro 60 giorni dalla notifica. Se non viene ricevuta alcuna risposta entro il termine stabilito, la domanda viene comunque accolta in base alla regola del silenzio assenso.

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